La filiera della Bufala unita contro la crisi [Intervista a Domenico Raimondo]

Domenico Raimondo, Presidente Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop

Domenico Raimondo, Presidente Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop

Il drastico calo delle vendite nel canale HORECA, il rallentamento nelle esportazioni, che necessitano di una logistica efficiente e rapida. Ma anche una riorganizzazione dei turni nella filiera di trasformazione e il problema di latte invenduto e di spazi per lo stoccaggio del prodotto.

Per Domenico Raimondo, presidente Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP, il Coronavirus rischia di mettere a repentaglio uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare, apprezzato in tutto il mondo. Ma dalla grande distribuzione potrebbe arrivare un aiuto per far ripartire le vendite e sostenere la filiera in un frangente di estrema complessità.

Presidente, come sta reagendo il settore della mozzarella di bufala campana DOP di fronte all’emergenza Coronavirus? Qual è stato l’impatto?

“Innanzitutto vorrei ringraziare tutte le aziende del comparto, sia allevatori che trasformatori, che sono ogni mattina regolarmente al lavoro per garantire la presenza sulle tavole di un prodotto freschissimo, con senso di responsabilità e affrontando anche tanti rischi. L’impatto della crisi da coronavirus è però significativo sulla filiera bufalina”.

La crisi ha rallentato le vendite non solo nel canale HORECA ma anche nella GDO e nell’export


Con la sospensione degli eventi, la chiusura dei bar e, più in generale, del segmento HORECA, il comparto dei freschissimi è il più colpito. Le vendite nella GDO e nei negozi di prossimità sono state in grado di assorbire il crollo dell’HORECA?

“Il drastico calo delle vendite riguarda soprattutto il canale ho.re.ca., che ha subito il riflesso della chiusura dei locali, ma sono a rischio anche gli altri segmenti di vendita, dal discount alla grande distribuzione. In fase pre-crisi il consumatore si recava più volte alla settimana nei supermercati, soprattutto per acquistare beni con breve scadenza, come la bufala campana. Oggi, con le limitazioni agli spostamenti, il consumatore cerca di acquistare beni con durata maggiore”.

In alcune aree dell’Italia l’agroalimentare ha registrato difficoltà all’export. È così anche per voi? Vi hanno chiesto certificazioni virus-free? Avete problemi di logistica o di chiusura delle frontiere alle merci?

“Il nostro export risente della crisi, perché la specificità della mozzarella di bufala campana DOP è che si tratta di un prodotto deperibile, che ha bisogno di una logistica veloce, per cui si fanno sentire anche i problemi di trasporto. Le esportazioni sono in difficoltà, sia quelle che viaggiano su gomma e che hanno nel Brennero una rotta fondamentale per arrivare ad esempio in Germania, primo Paese dell’export di bufala DOP, sia quelle via aereo a causa del rallentamento dei voli e delle misure adottate da alcuni Paesi”.

Come Consorzio di promozione e tutela come vi state comportando?

“Stiamo seguendo in prima linea l’evolversi della situazione e abbiamo già chiesto a governo e Regione interventi urgenti per poter arginare le difficoltà. Bisogna velocizzare le procedure e capire appieno la centralità del nostro comparto nell’economia campana e del Paese. Il ministero delle Politiche agricole ha già deciso una modifica al disciplinare di produzione della DOP, che consente lo stoccaggio del latte e la sua lavorazione anche dopo le 60 ore dalla mungitura. Si tratta di una misura per salvare il comparto di fronte alla crisi. Una misura prevista proprio per le emergenze sanitarie e che dà un poco di ossigeno, con l’obiettivo di scongiurare il blocco della raccolta del latte di bufala”.

Gli allevamenti, in questa fase, che ripercussioni hanno? E le imprese di trasformazione?

“utti gli anelli della filiera stanno soffrendo, senza distinzioni. L’obiettivo è mantenere unita ora una filiera di eccellenza, che viene da anni di crescita. C’è sia latte in esubero sia prodotto rimasto invenduto e iniziano anche problemi per gli spazi di stoccaggio del latte”.

Come avete riorganizzato il lavoro all’interno della filiera produttiva?

“L’organizzazione risente delle disposizioni del governo e della necessità primaria di garantire la salute dei lavoratori, quindi sono stati modificati i turni e potenziati tutti gli strumenti di protezione individuale necessari”.

La GDO gioca un ruolo strategico per la filiera bufalina

La GDO gioca un ruolo strategico per la filiera bufalina. Come può la grande distribuzione sostenere la filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP?

La grande distribuzione gioca un ruolo strategico per la filiera e in un periodo in cui le persone hanno difficoltà ad andare a fare la spesa, potrebbe sicuramente incentivare le consegne a domicilio, proponendo ai clienti un paniere di eccellenze da mettere in casa e da consumare per un corretto regime alimentare, inserendo la mozzarella di bufala campana DOP tra questi prodotti. Per i suoi valori nutrizionali e il contenuto di proteine nobili la bufala DOP non può mancare. Così la GDO contribuirebbe anche ad educare sempre più i cittadini consumatori”.

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Matteo Bernardelli
Informazioni su

Giornalista. Ha scritto saggi di storia, comunicazione ed economia, i libri “A come… Agricoltura” e “L’alfabeto di Mantova”.

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Pubblicato in DOP / IGP, Mozzarella