Gen Z: i nuovi consumatori dalla tendenza green

La cosiddetta Gen Z, cioè i consumatori di età compresa fra 18 e 24 anni, risulta essere quella attratta maggiormente da tutto quanto è cibo bio o comunque naturale, disponibile in prodotti confezionati e monoporzioni. Questo ancor più della generazione dei Millennial (età 25-39), e comunque senza paragoni rispetto alla fascia di consumatori dai 55 anni in su, età in cui risulta minima la preferenza per il bio od il naturale.

Secondo lo studio Eating trends: generational food shopping condotto negli USA, le persone con meno di 40 anni risultano essere le più sensibili a tutto quanto è presentato come cibo salutistico, bio, fresco o comunque naturale. Questo è accentuato se in famiglia ci sono anche dei bimbi piccoli e se il reddito è superiore alla media. Attraente è l’etichettatura che mette in evidenza prodotti senza conservanti, ottenuti da animali al pascolo, alimentati con foraggi naturali, allevati senza antibiotici, senza ingredienti ritenuti negativi e comunque presentati come più gustosi dei prodotti convenzionali.

Gen Z consuma meno proteine animali convenzionali

La Gen Z risulta al di sotto della media per i consumi di proteine animali convenzionali, siano esse prodotte da bovini, suini o pesce, mentre dichiara di fare molti spuntini fra i pasti con snacks in monoporzioni, rappresentati sia da prodotti salati come la pizza che da brioches od altri dolci da forno e confezioni di frutta.

I consumatori fra i 18 ed i 24 anni sono la generazione di internet e dei social. Dunque sono più aperti alla diversità ed alla varietà dell’offerta, alle spezie, ai cibi con preparazioni e forme variegate. Sembra poi che ci sia una riscoperta della cucina, dato che oltre la metà degli intervistati afferma di prendere piacere a cucinare qualcosa, rispetto ai Millenials, i consumatori della generazione Z acquistano una percentuale maggiore di prodotti naturali o bio (27% contro il 22%), affermano di dare preferenza ai cibi senza additivi (38% contro 32%) e ad una alimentazione tendenzialmente vegetariana.

Dunque assistiamo ad una rapida evoluzione nelle preferenze alimentari e nelle scelte d’acquisto. In che modo la produzione può seguire tale tendenza?

Fonte: Packagedfacts

 

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Leo Bertozzi
Informazioni su

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

Pubblicato in Biologico, Consumatore