Consumatore e impresa insieme per un cibo più sostenibile?

La filiera alimentare mondiale deve confrontarsi con una necessità che ormai è un obbligo: dare garanzia di sostenibilità. Questo comporta di dover adottare strategie produttive oltre a relazioni sociali e di mercato che orienteranno le scelte aziendali così come le azioni commerciali e di marketing per assicurare competitività e margini.

I costi della conversione ecologica

Gli investimenti per tale riposizionamento e per adeguarsi alle nuove norme che diventeranno sempre più stringenti in termini ad esempio di riduzione delle emissioni, bisogni energetici, benessere animale, riciclo e riutilizzo, lotta agli sprechi, livello nutrizionale e attenzione alla salute, comportano notevoli costi.

Chi sosterrà tali maggiori oneri per la transizione o meglio, la conversione ecologica? È la domanda che tutti si pongono di fronte alle costrizioni delle varie strategie verdi ed alla domanda di livelli di sostenibilità più elevati da parte dei consumatori.

Nomad Foods, il gruppo degli alimenti congelati che opera in 14 Paesi Europei con un fatturato di 2,5 miliardi €, noto in Italia per i prodotti a marca Findus, esce allo scoperto affermando, senza mezzi termini, che non si può certo pensare di far ricadere i maggiori costi per gli impegni di sostenibilità solo sulle aziende di produzione e trasformazione alimentare, ma che occorre anche rivedere al rialzo il prezzo di vendita finale dei prodotti.

Ma i consumatori accetteranno di pagare di più gli alimenti a scaffale?

Le scelte produttive richieste dai consumatori

In linea con quanto sta accadendo in tutta la filiera alimentare, il gruppo inglese ha già modificato le proprie strategie produttive, ad esempio riducendo di oltre il 20% le emissioni carboniose, il 77% della verdura utilizzata nei propri prodotti è coltivata applicando criteri di sostenibilità, il 92% delle uova proviene da polli allevati a terra, l’83% dei materiali di packaging è riciclabile. Queste scelte debbono continuare ad essere implementate, anche perché sono sempre più richieste dai consumatori. Tutti gli studi di mercato lo dimostrano. Però, in che misura saranno disponibili a farsi carico di un maggiore differenziale prezzo? Le aziende non debbono dunque essere lasciate sole. Occorrono indirizzi chiari e condivisi per evitare distorsioni competitive.

Occorrono poi azioni di orientamento, informazione, educazione ai consumatori perché la sfida della sostenibilità, per avere successo, necessita del contributo di tutti, nessuno escluso. In ogni modo, le imprese debbono adottare al più presto delle modalità di gestione proattiva per essere al passo con i nuovi scenari.

Consumatore e impresa insieme per un cibo più sostenibile

Fonte: JustFood, Nomad Foods

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Pubblicato in Ambiente, Innovazione, Strategie di Impresa