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Cina: cresce l’import di burro e polveri, rallenta il formaggio

Continua su ritmi elevati l’importazione cinese di prodotti lattiero caseari nel primo trimestre del 2018: +15,3% in quantità e +24,2% in valore rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di oltre 758.000 tonnellate di latte e derivati, per un valore complessivo di 2,58 miliardi di dollari. Margini di crescita, è evidente, ce ne sono ancora molti: la chiave è diffondere la cultura nel consumo di latte e derivati. Guardando ai singoli prodotti, l’aumento delle importazioni è diffuso. Frenano, invece, la crema di latte (-3,2% in quantità) e i formaggi, che registrano un calo del 5% in volume, contrazione compensata da una crescita del 3,6% in valore. La Cina si conferma un buon importatore di WMP (+9,9% in quantità e +21,6% in valore), di latte confezionato (+36,3% in quantità e

Cina: cresce l’import di burro e polveri, rallenta il formaggio

Continua su ritmi elevati l’importazione cinese di prodotti lattiero caseari nel primo trimestre del 2018: +15,3% in quantità e +24,2% in valore rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di oltre 758.000 tonnellate di latte e derivati, per un valore complessivo di 2,58 miliardi di dollari. Margini di crescita, è evidente, ce ne sono ancora molti: la chiave è diffondere la cultura nel consumo di latte e derivati. Guardando ai singoli prodotti, l’aumento delle importazioni è diffuso. Frenano, invece, la crema di latte (-3,2% in quantità) e i formaggi, che registrano un calo del 5% in volume, contrazione compensata da una crescita del 3,6% in valore. La Cina si conferma un buon importatore di WMP (+9,9% in quantità e +21,6% in valore), di latte confezionato (+36,3% in quantità e

Il riciclo integrale del packaging per la sostenibilità

Nestlé ha annunciato l’intenzione di arrivare a riciclare o riutilizzare entro il 2025 la totalità dei materiali di packaging. Si

I prezzi di WMP e Burro raggiungono il picco nel 2018 [News Oceania n°8/2018]

Periodo: 2 – 13 Aprile 2018 In Australia, i produttori latte ed i trasformatori hanno alcune incertezze sulla  produzione di

Si rafforzano le esportazioni UE di Formaggi

Cresce nel primo bimestre del 2018 l’export di prodotti lattiero caseari dell’Unione Europea: +5,2% in quantità e +2,4% in valore

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coordinatore

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

Team di CLAL.it

Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.

 
coordinatore

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

Team di CLAL.it

Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.

coordinatore

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

Team di CLAL.it

Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.

Il Grafico

Export dairy, il Made in Italy “tira”

CLAL.it - Italia: export dei prodotti lattiero-caseari (valori)Crescono nel 2017 le esportazioni italiane del settore dairy: +11,2% in volume e +17,79% a valore rispetto al 2015. Con 3.023 miliardi di euro, il settore lattiero caseario rappresenta il 7,4% dell’export agroalimentare totale Made in Italy. Lo scenario è positivo per tutte le tipologie di prodotto, a conferma che la grande reputazione del Made in Italy ha saputo veicolare anche i formaggi. Le migliori performance in termini di volumi le mettono a segno il Pecorino e Fiore Sardo (+31,47%),

Più Lette
nell'ultimo mese

Generazione Z e nuovi stili di acquisto

La cosiddetta Generazione Zeta o Gen Z, è quella fascia di età comprendente i giovani fra i 18 ed i 21 anni che ha sempre vissuto con internet. Anche se rappresenta solo il 7% dei consumatori, rispetto al 27% dei Millennials (fascia di età 22-36 anni) ed al 26% della Generazione X (fascia di età 37-52), il suo approccio agli acquisti alimentari è del tutto innovativo e rappresenterà la tendenza del prossimo futuro. Oltre alla familiarità con le nuove tecnologie, questi giovani hanno un nuovo vissuto culturale aperto alle diverse origini della popolazione e sono molto sensibili agli aspetti salutistici del cibo ed alla percezione della sua origine e naturalità. Preferiscono poi aumentare la frequenza d’acquisto rispetto alla quantità della spesa, il che li rende poco sensibili alle offerte promozionali che privilegiano la massa di beni. Ottengono le informazioni sui prodotti più dagli influencers (food bloggers), così come dagli amici, che dalle marche aziendali. Di conseguenza, i negozi dovranno rivedere sia l’offerta dei prodotti che il modo con cui sono presentati sugli scaffali, ma anche le modalità di accesso e pagamento della spesa. Il marketing a sua volta dovrà rivedere il modo di stimolare l’acquisto. Dunque, se la generazione dei

Export dairy, il Made in Italy “tira”

Crescono nel 2017 le esportazioni italiane del settore dairy: +11,2% in volume e +17,79% a valore rispetto al 2015. Con 3.023 miliardi di euro, il settore lattiero caseario rappresenta il 7,4% dell’export agroalimentare totale Made in Italy. Lo scenario è positivo per tutte le tipologie di prodotto, a conferma che la grande reputazione del Made in Italy ha saputo veicolare anche i formaggi. Le migliori performance in termini di volumi le mettono a segno il Pecorino e Fiore Sardo (+31,47%),

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La cosiddetta Generazione Zeta o Gen Z, è quella fascia di età comprendente i giovani fra i 18 ed i 21 anni che ha sempre vissuto con internet. Anche se rappresenta solo il 7% dei consumatori, rispetto al 27% dei Millennials (fascia di età 22-36 anni) ed al 26% della Generazione X (fascia di età 37-52), il suo approccio agli acquisti alimentari è del tutto innovativo e rappresenterà la tendenza del prossimo futuro. Oltre alla familiarità con le nuove tecnologie, questi giovani hanno un nuovo vissuto culturale aperto alle diverse origini della popolazione e sono molto sensibili agli aspetti salutistici del cibo ed alla percezione della sua origine e naturalità. Preferiscono poi aumentare la frequenza d’acquisto rispetto alla quantità della spesa, il che li rende poco sensibili alle offerte promozionali che privilegiano la massa di beni. Ottengono le informazioni sui prodotti più dagli influencers (food bloggers), così come dagli amici, che dalle marche aziendali. Di conseguenza, i negozi dovranno rivedere sia l’offerta dei prodotti che il modo con cui sono presentati sugli scaffali, ma anche le modalità di accesso e pagamento della spesa. Il marketing a sua volta dovrà rivedere il modo di stimolare l’acquisto. Dunque, se la generazione dei

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Clima in miglioramento in Nuova Zelanda: più latte disponibile? [News Oceania n°7/2018]

Periodo: 19 – 30 Marzo 2018 In Australia la produzione di latte in Febbraio 2018 è stata superiore del +3,5% rispetto a Febbraio 2017. I primi 8 mesi della stagione produttiva, iniziata a Luglio 2017, hanno registrato +3,5%. La produzione di latte in Nuova Zelanda in Febbraio 2018 è diminuita del -2,3% rispetto a Febbraio 2017, e la stagione Giugno 2017 – Febbraio 2018 registra -0,2%. Ultimamente, le condizioni meteorologiche in gran parte della Nuova Zelanda sono migliorate e sembra

Clima in miglioramento in Nuova Zelanda: più latte disponibile? [News Oceania n°7/2018]

Periodo: 19 – 30 Marzo 2018 In Australia la produzione di latte in Febbraio 2018 è stata superiore del +3,5% rispetto a Febbraio 2017. I primi 8 mesi della stagione produttiva, iniziata a Luglio 2017, hanno registrato +3,5%. La produzione di latte in Nuova Zelanda in Febbraio 2018 è diminuita del -2,3% rispetto a Febbraio 2017, e la stagione Giugno 2017 – Febbraio 2018 registra -0,2%. Ultimamente, le condizioni meteorologiche in gran parte della Nuova Zelanda sono migliorate e sembra