Latte di cammella: benessere, innovazione e un mercato in crescita
I cammelli, o per meglio dire i dromedari, producono un latte che da sempre è stato fonte di nutrimento nelle regioni aride e desertiche del mondo che oggi sta suscitando interesse essendo ipoallergenico e con un elevato contenuto di peptidi bioattivi.
Il latte di cammella ha un contenuto di acqua compreso tra l’87% e il 90%, livelli di proteine che variano tra il 2,15% ed il 4,9%, grassi compresi tra l’1,2% e il 4,5% ed un lattosio che varia tra il 3,5% e il 4,5%; rappresenta solo lo 0,4% della produzione mondiale, collocandosi al quinto posto dopo quello di vacca (85%), bufala, capra e pecora.
Contiene peptidi con proprietà antimicrobiche e antipertensive
La β-lattoglobulina non è presente nel latte di cammella
Questi animali tanto diversi non sono poi così lontani: basti pensare alla loro presenza in Spagna ed anche in Sicilia durante la conquista araba. Chissà che con il cambiamento climatico tornino di interesse anche alle nostre latitudini.
Fonte: ECU – Edith Cowan University

