Alimentarsi per stare bene: come innovare?

Si prevede che il mercato mondiale degli integratori e degli alimenti funzionali per la salute intestinale supererà i 20 miliardi di dollari entro il 2030. Probiotici, prebiotici, postbiotici, sono infatti ormai diventati prodotti molto diffusi e la salute è diventata un motore commerciale che sta rimodellando l’industria alimentare, biotecnologica e farmaceutica, con le aziende che si attivano per combinare sostenibilità ed efficacia clinica.

Le aziende alimentari collaborano con quelle biotecnologiche per integrare nei prodotti di uso quotidiano elementi utili per il benessere come ad esempio yogurt arricchiti con specifici ceppi batterici. Secondo una ricerca Mintel, il 56% dei cinesi percepisce gli yogurt come nutrienti utili per la salute intestinale ed il 32% dei consumatori brasiliani di yogurt considera che quelli ad alto contenuto proteico siano una valida alternativa agli integratori.

Curare attraverso il cibo piuttosto che con le medicine

Poi si vanno sempre più diffondendo i farmaci per contrastare l’obesità che mimano l’azione del GLP-1, ormone  presente a livello del tratto gastrointestinale, che agiscono rallentando lo svuotamento dello stomaco ed inducendo l’aumento della sensazione di sazietà. Le vendite di questi farmaci sono previste nell’ordine di decine di miliardi di dollari all’anno, con implicazioni notevoli per l’industria alimentare. I consumatori che assumono farmaci GLP-1 infatti, con la conseguente riduzione dell’appetito, spostano la domanda verso porzioni più piccole ed alimenti ricchi di proteine, con prospettive interessanti anche per il dairy. Questo comporta una innovazione intersettoriale attraverso le collaborazioni tra il comparto farmaceutico e quello alimentare per realizzare prodotti nutraceutici che stimolino naturalmente la secrezione di GLP-1, il che apre la porta all’innovazione nella logica di curare attraverso il cibo piuttosto che con le medicine.

La crescente domanda dei consumatori di diete sostenibili ed attente alla salute porta poi all’interesse, specialmente da parte delle nuove generazioni come la Gen Z,  per le cosiddette proteine alternative di origine vegetale o derivanti dalla fermentazione di precisione. Si prevede che il loro valore di mercato raggiungerà i 290 miliardi di dollari entro il 2035.

Integrare efficacia clinica, domanda dei consumatori e sostenibilità

Per le aziende, la sinergia tra alimenti e salute intestinale, ivi compresa quella di fegato e reni che lavorano per filtrare e smaltire tossine e scorie, non è solo scientifica ma anche commerciale. Quelle che riusciranno ad integrare efficacia clinica, domanda dei consumatori e sostenibilità, definiranno la prossima generazione di soluzioni per la nutrizione e la salute.

Questa dinamica comporta una grande necessità di ricerca, che porta alle conoscenze per innovare. Ciò riguarda non solo le grandi aziende mondiali che già offrono sul mercato prodotti funzionali per la salute ma anche tutte quelle che operano nel settore lattiero-caseario, nell’ottica di rispondere alle esigenze di un consumatore che cambia, in un contesto in continua e rapida mutazione. Bisogna innovare per realizzare nuove prodotti, ma anche per riscoprire il valore di quelli esistenti, ad esempio per i contenuti dei formaggi in proteine altamente digeribili, calcio, vitamine, probiotici naturali. Ma bisognerà  innovare anche nella comunicazione per individuare messaggi, mezzi e contenuti appropriati, dato che il consumatore ha sempre più bisogno di certezze oltre che di emozioni. Ed infine occorre operare tenendo sempre presente che sostenibilità significa garantire il benessere delle generazioni presenti senza compromettere quello delle generazioni future.

Fonte: Dairy Reporter

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Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.