Dobbiamo entrare nella sfera del desiderio [Il Commento di Nicola Bertinelli, Consorzio Parmigiano Reggiano]

Nicola Bertinelli - Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Nicola Bertinelli – Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Di: Mirco De Vincenzi

Confrontando l’andamento storico dei prezzi di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, il quadro che emerge è inequivocabile: i due formaggi si rincorrono da anni, mantenendo un equilibrio dinamico fondato su qualità, tradizione e posizionamento di prezzo.

Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, propone una lettura particolarmente interessante:

“Osservando il grafico, si notano due curve che si muovono quasi all’unisono: picchi e flessioni coincidono, con un differenziale che si amplia o si riduce nel tempo. Questo indica un dato evidente: il consumatore italiano tende a scegliere l’uno o l’altro in funzione del prezzo, con un’elevata elasticità incrociata. Quando il differenziale scende sotto il 20%, i consumi di Parmigiano Reggiano aumentano sensibilmente; quando supera il 30%, il mercato si orienta nuovamente verso il Grana Padano.

Ma non è solo una questione di prezzo: entra in gioco anche la percezione. Oggi, nella maggior parte dei casi, il Parmigiano Reggiano viene scelto secondo una logica funzionale. Solo il 20% dei consumatori lo acquista attribuendogli un valore simbolico. Eppure, possediamo tutte le caratteristiche per esserlo: siamo un prodotto buono, sano, sicuro, privo di conservanti e versatile in cucina. Per fare un salto di livello, però, dobbiamo entrare nella sfera del desiderio. Dobbiamo diventare un prodotto emozionale, iconico. Lo champagne non si acquista per la semplice esigenza di un vino frizzante: lo si sceglie per celebrare qualcosa. Ecco, il Parmigiano Reggiano deve aspirare a questo: diventare un simbolo, non solo una necessità.

Anche nel rapporto con la distribuzione è fondamentale avere piena consapevolezza. La GDO è un partner strategico, essenziale per raggiungere il consumatore finale. Tuttavia, è necessario mantenere equilibrio. Prodotti come il nostro, che rappresentano una filiera complessa e un intero territorio, devono essere valorizzati per ciò che realmente sono. Il prezzo non può essere esclusivamente uno strumento promozionale: deve riflettere il valore intrinseco del prodotto. Un prezzo equo garantisce sostenibilità economica sia a monte sia a valle della filiera. Abbiamo la responsabilità di tutelare il lavoro che si cela dietro ogni forma di Parmigiano Reggiano, così come quella di preservare i margini di redditività attesi dalla distribuzione.

Il mercato interno è ormai saturo; le reali opportunità si aprono sul piano internazionale. Il Parmigiano Reggiano deve saper parlare al mondo con una narrazione forte e coerente, capace di raccontare le mani che lo producono, i luoghi in cui nasce, le storie che lo rendono unico. Non si tratta più solo di essere buoni: si tratta di essere riconoscibili, scelti, ricordati. Perché il Parmigiano Reggiano non è semplicemente un formaggio. È molto di più.”

CLAL.it - Milano: prezzi del Grana Padano 9 mesi e Parmigiano Reggiano 12 mesi

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