Export UE positivo, tra tradizione e prodotti innovativi nel lattiero-caseario
Di Mirco De Vincenzi e Lucrecia Miguel
Ad Aprile 2026 le esportazioni lattiero-casearie dell’UE-27 hanno raggiunto 809 mila tonnellate (+2,4% rispetto Aprile 2025), confermando un andamento positivo sostenuto da diverse categorie di prodotto.
Tra le performance più rilevanti spicca il Burro, in crescita del 34,1%, con USA e Regno Unito le principali destinazioni. Prosegue inoltre il buon momento dei Formaggi freschi, che continuano a trovare nel mercato britannico il loro principale sbocco commerciale. Positivo anche l’andamento di yogurt e WMP.
Interessante crescita per le Caseine (+44,1%) soprattutto verso Stati Uniti e Messico. Questo aumento segnala una maggiore domanda internazionale di ingredienti proteici lattiero-caseari e una specializzazione produttiva verso prodotti a maggior valore aggiunto.
La maggiore disponibilità di latte in Europa, a partire dalla seconda metà del 2025, ha favorito la produzione di Burro e soprattutto di Polvere di latte scremato. Grazie a prezzi competitivi rispetto a Stati Uniti e Nuova Zelanda, l’UE sta rafforzando la propria presenza sui mercati internazionali, cercando nuovi sbocchi commerciali per valorizzare l’aumento dell’offerta.
Anche l’Italia mostra segnali positivi: a Marzo 2026 le esportazioni lattiero-casearie hanno raggiunto 145 mila tonnellate (+9% su Marzo 2025), mentre il valore dell’export è salito del 5,6%, superando gli 839 milioni di euro per il singolo mese.
I Formaggi italiani continuano a sostenere la crescita, con i Formaggi freschi in aumento dell’11,9% e le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano che mantengono un andamento positivo. I prezzi all’export restano su livelli elevati, confermando la capacità dei formaggi italiani di difendere il proprio posizionamento sui mercati internazionali.
In uno scenario caratterizzato da una maggiore disponibilità di latte e da una forte concorrenza globale, il settore lattiero-caseario europeo continua a dimostrare una buona capacità di adattamento, valorizzando sia i prodotti tradizionali sia le categorie più innovative legate al mercato delle proteine.

