La Generazione X: il motore silenzioso del mercato
In un panorama dominato da Millennials e Gen Z, la Generazione X (nati tra il 1965 ed il 1980) spesso passa inosservata. Eppure questa fascia demografica è caratterizzata da un’etica del lavoro forte, un valore per l’equilibrio vita-lavoro, un atteggiamento critico ma flessibile di fronte ai cambiamenti. Rappresenta un pilastro fondamentale per il mercato grazie al suo potere d’acquisto, alla sua esperienza ed al suo approccio pragmatico ai consumi.
La fascia d’età 45-60 privilegia qualità, durabilità e rapporto costi-benefici
Durante periodi di inflazione, le persone della Generazione X si distinguono per la capacità di adattamento ed adottano strategie multiple per contenere le spese: scelgono marchi meno costosi, evitano articoli non essenziali e cambiano rivenditori per ottenere offerte migliori. Questa flessibilità deriva da esperienze passate con crisi economiche, come quella del 2008, che hanno affinato il loro senso del valore e della sostenibilità.
Contrariamente allo stereotipo che li dipinge come meno tecnologici, i membri della Gen X utilizzano app e risorse online per confrontare prezzi, trovare offerte e monitorare le spese. Sono consumatori digitali consapevoli, capaci di sfruttare la tecnologia per ottimizzare le proprie scelte. Non consumano solo per necessità, ma anche per creare connessioni. Così, il mangiare fuori casa diventa per loro importante come esperienza condivisa tra generazioni, fungendo da ponte tra i più giovani e i più anziani. Questo ruolo sociale rafforza la loro centralità nel mercato, un vero X Factor come la definisce la ricerca NielsenIQ.
Riflessiva, pragmatica, tecnologicamente abile e socialmente connessa, rappresenta un segmento chiave anche per il mercato alimentare. Ignorarla significa perdere un’opportunità strategica per costruire relazioni di consumo durature e sostenibili.
Fonti: NielsenIQ, FoodNavigator

