Intelligenza artificiale, intelligenza umana: insieme per innovare
La parola “intelligenza” deriva dal latino “intelligere“, che significa “comprendere”. Ciò che chiamiamo “intelligenza” artificiale è uno strumento molto utile per accelerare i processi decisionali, ma non può sostituire la creatività umana. È importante per innovare mettendo a disposizione in poco tempo una grande quantità di dati e di informazioni, ma non include l’intuizione e la fantasia, ovvero le emozioni.
Dunque bisogna adottare alcune precauzioni per applicare questa tecnologia. Innanzitutto occorre individuare la strategia che si vuole perseguire ed usare l’IA per esplorare, approfondire, verificare ma non per decidere. Questo prezioso strumento è stato costruito per analizzare ciò che già esiste nel mondo digitale, dunque è molto utile per esaminare i comportamenti d’acquisto ma non indica le motivazioni delle scelte che i consumatori fanno.
Ad esempio la sostenibilità verrà messa in primo piano come criterio per costruire un nuovo prodotto, ma bisognerà poi vedere se il consumatore lo acquisterà a quel prezzo o se ne sceglierà uno più economico e meno sostenibile.
Quindi è utile usare l’IA per operare più rapidamente, per valutare più possibilità, per analizzare una gran mole di dati impossibili da esaminare manualmente. Però validazione, decisione, scelta, debbono restare nell’ambito umano.
Si potrebbe dunque dire che occorre adottare l’approccio dell’intelligenza ibrida, quindi non affidare tutto alla macchina od alle persone, ma adottare entrambe le loro potenzialità. Ovviamente utilizzando le facoltà cognitive ed emotive proprie di ogni persona.
Fonte: Food Navigator

