USA: import di Formaggi italiani + Commento di Antonio Auricchio
Di: Mirco De Vincenzi
Le importazioni statunitensi di prodotti lattiero-caseari nel mese di Maggio 2025 (fonte: Census Bureau) confermano le prime preoccupazioni legate agli effetti dei dazi voluti dall’amministrazione Trump. A fronte di un lieve aumento dei volumi complessivi (+0,8%), si registra un calo marcato dei valori, in diminuzione del -15%.
Nei primi 5 mesi del 2025, l’import di Formaggi degli USA è stato di 83.498 Tons, in aumento del +0,7% rispetto a Gennaio – Maggio 2024 mentre, nel solo mese di Maggio, le importazioni hanno registrato una diminuzione del -32,2%.
L’UE si conferma il principale fornitore, con uno share del 68%, ma tra i Paesi in rallentamento spicca l’Italia che ha registrato una diminuzione del -63,4%. È probabile che parte di questa riduzione sia legata a un aumento dei volumi scambiati nei mesi precedenti, anticipando l’entrata in vigore dei dazi per evitare l’aggravio di costi.
Nel segmento dei formaggi duri da latte vaccino, che include anche le tipologie non DOP, le importazioni statunitensi dall’Italia nei primi cinque mesi del 2025 si sono ridotte di quasi 2.000 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a circa 50.000 forme da 40 chili.
In questo contesto, diventa quindi auspicabile rafforzare la presenza nei mercati emergenti, come i Paesi del Sud America, l’India e il Sud-est asiatico, per consolidare l’export dei formaggi italiani a livello globale.
Il commento

Antonio Auricchio – Presidente di Gennaro Auricchio S.p.A., AFIDOP e del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola
“Purtroppo i numeri confermano le grandi difficoltà del momento che stiamo vivendo. L’impatto dei dazi americani sarà devastante e la persistente incertezza dell’Amministrazione americana contribuisce a rendere molto incerta la situazione.
I mercati esteri e l’export sono infatti sempre più indispensabili per la nostra industria anche a causa della lentezza del mercato italiano.
Superfluo aggiungere che il mercato USA sia il più importante tra i mercati esteri.
Inoltre ad appesantire le difficoltà commerciali si aggiungono l’importante aumento del costo della materia prima e i problemi legati al cambio dollaro/euro.”

