Consumi in ripresa dai prezzi ribassati + Commento di Roberto Strgar [Sachsenmilch]
Di: Mirco De Vincenzi
Dopo quasi un anno sopra i 4,5 €/Kg, il prezzo dell’Edamer tedesco è diminuito del 25% negli ultimi tre mesi, scendendo a 3.375 €/ton.
La causa principale è una maggiore disponibilità di latte in Europa, che è stata destinata alla produzione record di formaggi, per ragioni di maggiore remuneratività rispetto ad altre destinazioni.
Da inizio 2024 a oggi, la produzione UE di formaggi è cresciuta di 283mila tonnellate, mentre l’export Extra-UE è rimasto pressoché stabile. L’aumento produttivo si è quindi concentrato all’interno del mercato comunitario: gli scambi intra-UE di formaggio sono saliti di 188mila tonnellate nel 2024 (+4% sul 2023) e di ulteriori 100mila tonnellate nei primi mesi del 2025 (+3,5% sul 2024).
Questo incremento può riflettere sia un maggiore consumo interno di formaggi, sia un accumulo di scorte nei magazzini. La pressione al ribasso sui prezzi all’ingrosso, non solo per l’Edamer, ma anche per la Mozzarella e altri formaggi prodotti su larga scala, suggerisce un mercato caratterizzato da elevata disponibilità e minore urgenza negli acquisti.
Il mercato europeo dei formaggi entra così in una nuova fase di riequilibrio, dopo oltre un anno di tensioni tra offerta e domanda.
Il commento

Roberto Strgar – Senior Key Account Manager Italy di Sachsenmilch AG.
“Da Agosto, in Germania, la produzione di latte è stata spinta da un insieme di fattori: il prezzo alto della materia prima, condizioni meteo favorevoli che hanno permesso di avere pascoli e fieni abbondanti, un numero superiore di vitelli rispetto al calendario abituale per effetto del numero di gravidanze tardive seguite ai casi di blue tongue. Uno scenario complessivo che ha spinto verso l’alto la curva di raccolta del latte dal -2% al +0,1% alla scorsa settimana. I volumi di latte sono stati destinati nei mesi scorsi in misura superiore verso la produzione dei formaggi, generando un eccesso di offerta che ha fatto scendere in poco tempo i prezzi, complice una domanda settembrina debole. L’attuale posizionamento al ribasso dei prezzi a scaffale di Lidl e Aldi stanno, comunque, avendo un effetto positivo sui consumi, contribuendo a riequilibrare gli stocks.”

