Consumo di latte e formaggio: una storia di evoluzione ed emigrazioni

Perché mentre nel nord Europa si consuma molto latte liquido, al sud si consumano più formaggi? Oppure, come mai l’intolleranza al lattosio è maggiore nei paesi dell’Europa mediterranea piuttosto che in quelli scandinavi?

L’archeologia genetica ci fornisce delle interessanti risposte a queste domande e può spiegare le diverse attitudini di consumo dei prodotti lattiero-caseari che ancora oggi caratterizzano le diverse regioni del nostro continente. L’analisi del DNA ottenuto da reperti umani antichi, permette di ottenere informazioni sulle migrazioni delle popolazioni euro-asiatiche, la loro  progressiva sedentarietà e la conseguente introduzione dell’agricoltura rispetto alla caccia, col conseguente addomesticamento degli animali.

Questo si manifestò nell’età del bronzo  (3.000 – 5.000 anni fa), un periodo storico  molto dinamico a cui far risalire una gran parte della strutture demografiche odierne in Europa ma anche  in Asia. Una testimonianza ne sono le lingue parlate: l’origine di oltre 400 lingue e dialetti, attuali, dall’inglese al greco ma anche l’hindi, derivano da una unica lingua protoindoeuropea.

In quel lontano periodo, la popolazione Yamnaya originaria delle steppe comprese in un territorio  ascrivibile attualmente fra Ucraina, Kazakhstan e Russia a nord di Caspio e mar Nero, migrò verso l’Europa del centro-nord diffondendo la pratica dell’agricoltura pastorale ed introducendo i cavalli  ed innovazioni come i carri con le ruote. Le popolazioni si incrociarono ed il patrimonio genetico portato dai nuovi venuti, manifestò nuovi caratteri, come la maggiore altezza, il colore chiaro della pelle o gli occhi azzurri. Fra questi, venne  anche introdotta la progressiva tolleranza al lattosio, che prima mancava, ragion per cui  il latte veniva soprattutto caseificato o fatto fermentare.

Ciò non fu evidente invece nelle popolazioni dell’Europa del sud, influenzate maggiormente dai gruppi ancestrali dell’età del rame presenti nella penisola iberica, a loro volta caratterizzati dalle migrazioni della popolazione proveniente dall’Anatolia centrale.

Chissà che anche la cultura dei formaggi tradizionali, riconosciuti per primi come DOP proprio nelle regioni dell’Europa meridionale, non sia da ascrivere anche ai caratteri genetici delle popolazioni. Di certo, la differenza nel mercato persiste.

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Fonte: News Discovery

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Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

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