Il 2026 sarà l’anno delle Proteine di Siero?

Il Siero è da sempre stato considerato come il prodotto di scarto della caseificazione, buono per i maiali e ricavarne ottimi salumi.

Le cose hanno iniziato a cambiare alcuni anni fa quando la domanda di proteine del siero di latte ha iniziato a crescere allontanandosi dalla sua nicchia iniziale nel settore degli alimenti per l’infanzia, trainata principalmente dagli atleti professionisti ma anche dai sempre più numerosi sportivi che cercano di emulare i campioni delle varie discipline o semplicemente amano l’attività fisica, così come dalle tante persone che cercano di mantenere il proprio benessere fisico ed invecchiare in salute.

I produttori USA hanno già contratti per piazzare la loro produzione di proteine di siero fino al 2026

La dinamica del settore si è adattata a questa domanda crescente di concentrato proteico di siero (whey protein concentrate – WPC) ed isolato proteico di siero (whey protein isolate – WPI) fino ad esplodere nel corso dell’ultimo anno con le quotazioni che sono più che raddoppiate raggiungendo un picco storico. I produttori USA hanno già contratti per piazzare la loro produzione di proteine di siero fino al 2026, senza nessuna disponibilità per nuovi acquirenti che cercano volumi significativi. Ciò crea un contesto di offerta bloccata in cui i prezzi sul mercato spot diventano estremamente volatili. Essendo intrinsecamente legata alla trasformazione casearia, l’offerta di proteine di siero potrebbe aumentare solo con un maggiore quantità di formaggio, ma questo non si può fare da un giorno all’altro.

Sul lato della domanda, i consumatori potrebbero passare alle proteine vegetali ma gli sportivi attenti alle prestazioni rimangono fedeli al siero, così come i produttori alimentari che lo scelgono per le sue proprietà funzionali (solubilità, profilo amminoacidico), mentre i settori della nutrizione medica e clinica non possono sostituirlo facilmente. In altri termini, ci troviamo di fronte alla combinazione di un’offerta anelastica ed una domanda a bassa elasticità, il che determina le condizioni per un’estrema variabilità delle quotazioni.

Si prospetta dunque un 2026 col picco nell’aumento dei prezzi delle proteine del siero di latte. Le limitazioni strutturali dell’offerta,  la vendita anticipata della produzione, la concorrenza globale per scorte limitate sono i fattori critici. A questi si aggiunge la crescita senza precedenti della domanda da parte di chi usa farmaci anti obesità e che necessita una integrazione giornaliera di proteine derivate dal siero di latte per contrastare la perdita di massa muscolare derivante dall’uso del farmaco anti obesità. Considerando che circa il 25% del miliardo di obesi attuali (dati OMS) vive in Cina, Brasile, India e Turchia, paesi che hanno un’industria farmaceutica capace di produrre un farmaco dimagrante generico a prezzi ridotti, si comprende quale potrebbe essere il potenziale aumento di domanda.

Quindi, a meno che non venga aggiunta una nuova significativa capacità di lavorazione dei prodotti caseari o che la domanda non si indebolisca in modo imprevisto, i mercati delle proteine del siero di latte rimarranno sotto estrema pressione per tutto il 2026. Con buona pace dei maiali che dovranno accontentarsi d’altro.

Fonte: eDairyNews

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Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.