Pecorino Romano: pastori in prudente attesa [intervista a Salvatore Palitta]

Salvatore Palitta – Presidente della cooperativa sociale La Concordia e del consorzio di coop Agriexport Sardegna
Salvatore Palitta è il presidente della cooperativa sociale La Concordia di Pattada (Sassari) e del consorzio di coop Agriexport Sardegna. Lo intervistiamo partendo dall’export (+1,7% in quantità nei primi otto mesi del 2025) e dai dazi che gli Stati Uniti hanno imposto al Pecorino Romano. Il mercato americano è il principale per la grande Dop prodotta in Sardegna, nel Lazio e in Toscana. “Siamo in ritardo con gli ultimi dati verso gli Stati Uniti, per effetto della mancata approvazione del bilancio a Washington, che ha rallentato molti settori della Pubblica Amministrazione. Credo che passerà ancora un mese prima di avere un aggiornamento. Abbiamo solamente dati ufficiosi che non sono negativi e che ci confermano che il mercato tiene”.
Come sta evolvendo la questione dei dazi americani?
Il Pecorino Romano non ha equivalenti sul mercato americano
Come stanno andando i consumi in Italia?
“Direi che sono nella norma. Non ci sono variazioni significative, si può forse cogliere i segnali di una leggera crescita, in particolare nella GDO, dove le tendenze e i consumi effettivi sono più facilmente rilevabili. Nell’Horeca non abbiamo la possibilità di rilevare compiutamente i dati, ma i segnali sono sostanzialmente stabili”.
Qual è il sentiment degli allevatori?
“Il sentiment in questa fase è di attesa, sia fra gli allevatori che fra i produttori di formaggio, perché il prezzo da alcuni mesi a questa parte è in fase di assestamento. I consumi sono costanti, le produzioni degli ultimi due anni sono sostanzialmente stabili; un trend che si potrebbe confermare anche per la stagione 2025/26. Le aziende hanno la capacità di gestire il prodotto anche in una fase di eventuale rallentamento dei consumi. Eppure, benché i numeri dicano che c’è in generale una buona tenuta in Italia e all’estero, che pesa per il 70% dei consumi, il sentiment è di attesa per gli annunciati interventi pubblici per mitigare gli effetti negativi dei dazi”.
Gli allevatori stanno investendo nelle aziende o c’è un rallentamento?
“Stiamo osservando che i produttori sono in una fase di attesa per capire come si stabilizzerà il mercato. Non abbiamo segnali preoccupanti in vista, eppure c’è prudenza”.
Il prossimo febbraio il Team di Clal approderà in Sardegna. Che servizio può dare Clal in più per i pastori?
“Una premessa: noi abbiamo bisogno di creare le condizioni di stabilità per poter investire nelle aziende e lungo la catena di approvvigionamento. È la filiera, a partire dai produttori di Pecorino Romano, che deve ragionare insieme per migliorare la gestione delle produzioni, individuare equilibri e favorire la stabilità dei prezzi. Clal può continuare a supportare il nostro mondo con la sua informazione sempre puntuale e può anche indirizzare, consigliare, sostenere produttori e operatori grazie all’analisi dei mercati interno ed esteri”.


