Export dairy USA: prezzi competitivi e nuove strategie spingono la crescita

Di Mirco De Vincenzi
La combinazione tra domanda internazionale sostenuta, strumenti finanziari dedicati e una strategia commerciale più aggressiva potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo degli Stati Uniti nel commercio mondiale dei prodotti lattiero-caseari nel corso del 2026.
Le esportazioni dairy degli Stati Uniti hanno registrato una crescita nel primo trimestre 2026, favorite anche dalla competitività dei prezzi export di Burro e Formaggi sui mercati internazionali.
I Formaggi, infatti, guidano la crescita: tra Gennaio e Marzo 2026 gli USA hanno esportato 174.539 tonnellate (+23%), con il Messico che si conferma primo mercato di destinazione (+34,8%), seguito dalla Corea del Sud (+29%).
In aumento anche:
SMP: 167.679 ton (+4,9%), nonostante il rallentamento di marzo (-7,8%), probabilmente legato ai prezzi americani più elevati rispetto a UE e Nuova Zelanda.
Whey: 155.452 ton (+8,4%), sostenuta dalla domanda canadese (+44,2%).
Burro: 30.786 ton (+111%)
Al contrario, Whey Protein Isolate (-23,3%) e Latte per l’Infanzia (-45,8%) mostrano una flessione dei volumi export, a causa del forte incremento dei prezzi di vendita.
La crescita dell’export arriva mentre USDA ha annunciato una nuova partnership con EXIM Bank e il lancio della FARM Initiative (Financial Assurance to Revitalize Markets), programma pensato per rafforzare i finanziamenti all’export agricolo USA e aumentare la competitività internazionale del settore.
Secondo il Segretario all’Agricoltura Brooke Rollins, nell’ultimo anno le esportazioni dairy statunitensi sono aumentate del 15%, contribuendo alla riduzione del deficit commerciale agricolo USA.
