India–Nuova Zelanda: il nuovo accordo ridisegna gli scambi, con cautela sul dairy
Di Mirco De Vincenzi e Elisabetta Viari
L’area dell’Indo-Pacifico continua a rafforzare la propria integrazione commerciale. La Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), entrata in vigore il 1° gennaio 2022, resta il principale accordo regionale per dimensione economica e demografica.
In questo contesto, il 27 aprile 2026 India e Nuova Zelanda hanno firmato un accordo di libero scambio (FTA) bilaterale, che prevede una progressiva riduzione dei dazi su una quota elevata delle esportazioni neozelandesi verso l’India e l’eliminazione dei dazi sul 100% delle esportazioni indiane verso la Nuova Zelanda, secondo le prime comunicazioni ufficiali.
Nel comparto agroalimentare, l’intesa estende gli scambi, ma l’India mantiene ampie esclusioni tariffarie per i settori sensibili, in particolare il lattiero-caseario. Primo produttore mondiale di latte al Mondo e mercato fortemente orientato al consumo interno, l’India continua infatti a proteggere milioni di piccoli allevatori e cooperative locali, limitando l’accesso ai principali prodotti dairy “commodity” e aprendo solo in modo selettivo a ingredienti funzionali, infant formula e prodotti destinati alla trasformazione e riesportazione.
Il latte crudo in India ha un prezzo di 60,40 INR/litro (circa 0,56 €/litro, marzo 2026), che si colloca su livelli elevati nel confronto internazionale.
Sarà quindi importante monitorare i dettagli applicativi dell’accordo e l’eventuale evoluzione delle concessioni tariffarie sui prodotti lattiero-caseari nei prossimi anni.

