Il Commento: Scenario positivo nel presente e roseo all’orizzonte per il Parmigiano Reggiano [Nicola Bertinelli, Consorzio Parmigiano Reggiano]
Scenario positivo nel presente e roseo all’orizzonte per il Parmigiano Reggiano. Ne è convinto Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano: “Stiamo vivendo una stagione straordinaria, in modo particolare sul fronte dei volumi. Se dovessimo fare proiezione annuale delle tonnellate di Parmigiano Reggiano vendute e tradotte in numero di forme, staremmo superando quota 4,3 milioni di forme commercializzate”. Ben oltre, quindi, quello che si pensava fosse il punto di equilibrio del mercato, precedentemente stimato in 4 milioni di forme.
Ma qui parliamo di un formaggio DOP che ha storia, tradizione e appeal. “Le performance di vendita non sono solamente legate ai volumi, ma anche ad un’altra variabile, che è il delta di prezzo con il Grana Padano – spiega Bertinelli -. Abbiamo notato che, quando il delta di prezzo fra le due DOP è compreso fra 1,50 e 2 €/kg, siamo di fronte a situazioni sostanzialmente in equilibrio, quando si amplia tale divario i consumi migrano verso il Grana Padano, mentre se la forbice si restringe vediamo una forte migrazione di consumatori dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano”.
Soddisfazione per il presente tanto per i volumi venduti che per i prezzi. “Se oggi siamo intorno a 11,20 €/kg per il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi e a 12,50 per la stagionatura a 24 mesi siamo di fronte a cifre che da un lato assicurano una certa stabilità nella filiera e dall’altro il cittadino lo paga un prezzo ancora sostenibile”.
Per il futuro, fatti i debiti scongiuri e in assenza di anomalie impreviste, le previsioni si mantengono positive. “In questi giorni stiamo elaborando il piano di regolamentazione dell’offerta, con gli analisti che prevedono un aumento dei consumi dei formaggi a pasta dura di oltre il 2% a volume ogni anno e prospettive di crescita non solo nei mercati dove siamo tradizionalmente già presenti, ma anche nuove realtà come ad esempio l’India, dove i consumatori richiedono l’uso del caglio di origine non animale, ma in cui gli sviluppo potrebbero essere molto interessanti”, dice il presidente Bertinelli.
Un altro mercato sul quale scommettere è quello americano, dove la forte presenza di italo-americani, l’attenzione al cibo italiano di qualità e le potenzialità di rafforzamento sono elevate. “Sullo sfondo resta l’incognita dei dazi, richiesta innanzitutto dai farmer americani, in quanto un eccesso di produzione lattiera unita alla diminuzione dei consumi di latte ha portato a un arretramento dei margini degli allevatori – spiega Bertinelli – ma la penetrazione del Parmigiano Reggiano sul mercato non andrebbe ad inficiare minimamente gli spazi per altri Operatori”.
Di più: la consapevolezza della specificità del proprio prodotto è tale che il Parmigiano Reggiano è disponibile a riconoscere la tutela dei Formaggi USA in Europa, purché venga garantita una piena reciprocità e non vengano create inutili barriere di mercato. E il prossimo 27 luglio, “per celebrare i 90 anni tondi dalla nascita del Consorzio del Parmigiano Reggiano, verrò costituita la sede Usa, che farà attività di vigilanza e di tutela negli Stati Uniti come il Consorzio fa in Europa, con una corporation di diritto americano”.
Dopo un primo semestre 2024 sugli scudi in chiave di export (+20%), sarà la commercializzazione al di fuori dai confini nazionali a trascinare le vendite (la previsione oscilla fra il 3,5% e un più ottimistico 5%), alla luce di una possibile contrazione a livello interno intorno all’1-1,5% per effetto di una diminuzione progressiva della popolazione italiana.
“Nel breve periodo, dunque, prospettive assolutamente rosee per i Produttori – si sbilancia Bertinelli – anche perché nei prossimi mesi entrerà in vendita la produzione di Parmigiano Reggiano messa in stagionatura nel periodo giugno-dicembre 2022 con un volume inferiore del 5%; se a questo aggiungiamo esportazioni interessanti e un aumento significativo della domanda per effetto del differenziale stretto fra il prezzo del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, il quadro complessivo ci sorride”.


