Di: Mirco De Vincenzi
Gli economisti l’hanno ribattezzata “CHEAPFLATION”, dal termine inglese “CHEAP”, economico. È una delle molte facce dell’inflazione, che sta influenzando il settore Food & Beverage.
Il fenomeno ha cominciato a verificarsi nel triennio 2021-2023 ed è proseguito anche nel 2024. L’inflazione è salita ai livelli più alti degli ultimi 30 anni, erodendo la capacità economica delle famiglie e colpendo maggiormente i consumatori con minore reddito.
Come si è concretizzata la cheapflation? Attraverso l’aumento di alcuni prezzi, mentre altri sono rimasti stabili e altri ancora sono diminuiti. Un mix che ha, innanzitutto, distorto la percezione reale del costo della vita. A farne le spese, in particolare, i consumatori a basso reddito. Ma il fenomeno potrebbe influenzare le strategie delle imprese, spingendole a impiegare ingredienti meno costosi o rivolgendosi all’importazione, ove più conveniente.
La cheapflation è una “illusione ottica”, un fenomeno complesso che richiede un’analisi attenta per comprendere appieno le dinamiche del mercato. Per questo è fondamentale monitorare l’andamento dei costi e dei prezzi lungo la catena di approvvigionamento, attuare politiche di lungo respiro con una visione condivisa e informare i Consumatori per aiutarli a fare scelte consapevoli