Acqua e siccità: la “spiga” di Teseo

Forse anche oggi ci sarà un John Steinbeck che scrive un romanzo sulla siccità e sul “Dust Bowl”. Vedremo. Quello che è certo è che oggi c’è una maggiore consapevolezza sull’acqua come risorsa rinnovabile, ma limitata, come elemento vitale da rispettare e proteggere. E da impiegare in maniera intelligente e non conflittuale.

La lezione – divertente, in un labirinto a colpi di clic e consultabile anche attraverso lo smartphone – la tiene Teseo by Clal.it, il sito dedicato agli agricoltori e agli allevatori per un’agricoltura e un allevamento sostenibili.

È sulla tavolozza infatti di Teseo che Angelo Rossi, fondatore di Clal.it, portale di riferimento per il settore lattiero caseario, ha chiesto di raccontare in termini semplici al filosofo Giorgio Garofolo acqua ed al prof. Graziano Negri energia. L’obiettivo è quello di spiegare, specialmente ai giovani, che cos’è l’acqua, cosa può portare una sua assenza o, al contrario, una sua gestione razionale e consapevole.

Su Teseo acqua ed energia (della quale parleremo un’altra volta) rappresentano i due lati di una spiga ideale, simbolo per eccellenza dell’agricoltura.

Di che colore è l’acqua? È blu, come l’acqua di superficie contenuta in fiumi, laghi, canali o che proviene dal sottosuolo. Ma è anche verde, intesa come acqua nevosa o piovana o che viene traspirata attraverso le piante e assorbita dal terreno sotto forma di umidità. Ma l’acqua può essere anche grigia, intesa come il volume di acqua dolce necessario a diluire il carico di inquinanti generato da un determinato processo, in modo da mantenere invariati gli standard qualitativi dell’acqua di origine.

La grande siccità di queste settimane ci deve far riflettere sul bene acqua, una risorsa rinnovabile, ma limitata. Il 97,5% dell’acqua, infatti, è salata e non tutta l’acqua dolce può essere utilizzata. La sua distribuzione, inoltre, non è omogenea nelle aree del Pianeta e la sua diffusione è influenzata dai cambiamenti climatici. A questo si deve aggiungere che l’inquinamento è più rapido dell’azione purificatrice del ciclo idrogeologico, dal che se ne deve dedurre che l’acqua accessibile per uso umano costituisce solo lo 0,001% del totale e che oggi l’acqua prelevata è superiore rispetto alle risorse idriche disponibili.

La quantità d’acqua effettivamente disponibile per gli utilizzi da parte dell’uomo, che risulta facilmente accessibile e annualmente rinnovabile è stimata in circa 12.500 Km3

TESEO.clal.it – La quantità d’acqua effettivamente disponibile per gli utilizzi da parte dell’uomo, che risulta facilmente accessibile e annualmente rinnovabile è stimata in circa 12.500 Km3

Gli utilizzi crescenti di acqua da parte dell’uomo producono aumento della domanda e incremento del prelievo, con la conseguenza di provocare una scarsità ambientale ed economica e una degradazione delle risorse idriche rispetto agli indici di qualità delle acque.

Aumento della domanda e incremento del prelievo

TESEO.clal.it – Aumento della domanda e incremento del prelievo

L’acqua è un grande universo. L’acqua, se si vuole applicare un concetto esteso, è un grande universo, centrale nel pensiero, essenziale per la vita biologica, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale e per tutti questi fattori è importante e allo stesso tempo pone questioni vitali di “idropolitica”. Questo significa che l’acqua richiede azioni condivise di gestione perché è un bene economico e strategico verso il quale sono necessarie approcci di economia circolare. Allo stesso tempo, è un bene comune che può essere privatizzato e, per questo, richiede equità sociale, affinché i profitti non generino conflitti.

L’acqua influenza le nostre vite. L’acqua condiziona strutturalmente gli ambiti economico, sociale, ambientale e influenza direttamente le nostre vite e il nostro futuro attraverso sicurezza alimentare, accessibilità e sicurezza idrica, sicurezza energetica. Parliamo di un elemento essenziale dello sviluppo sostenibile solo se la gestione delle risorse e delle infrastrutture idriche opera con modalità partecipativa e responsabilità condivisa, è in grado di regolare i conflitti, adotta un approccio globale in termini di equità sociale.

Scienza e società sono strettamente correlate all’acqua. La prima è chiamata al monitoraggio dei sistemi idrici, lo sviluppo di nuove tecnologie, alla valutazione della sostenibilità degli utilizzi; la seconda induce necessariamente a una presa di coscienza verso nuovi stili di vita, la riduzione delle disuguaglianze, alla diffusione del benessere.

L’impronta idrica. Esiste anche un modo per calcolare la produzione, il consumo di un prodotto, di un’azienda, di una filiera, ma anche di un individuo, un gruppo, un paese e dell’acqua intesa in modo globale: l’impronta idrica, cioè il volume di acqua dolce utilizzato per produrre beni e servizi che misura il consumo lungo la filiera, l’inquinamento, gli effetti del commercio, la sostenibilità degli usi dell’acqua. Tale impronta idrica è determinata da molteplici fattori, rappresentati dal volume della domanda, dalla sua composizione, dalle condizioni climatiche e dalle tecniche produttive.

L'impronta idrica della produzione in Italia

TESEO.clal.it – L’impronta idrica della produzione in Italia

Acqua e agricoltura. L’agricoltura è il settore produttivo che a livello globale utilizza la quota maggiore di risorse idriche, in particolare nell’irrigazione (pari a 69% il prelievo di acqua dolce livello globale, percentuale che supera il 90% la maggior parte dei paesi del mondo in ritardo di sviluppo).

Prelievo d'acqua per settore e per area geografica

TESEO.clal.it – Prelievo d’acqua per settore e per area geografica

L’agricoltura è particolarmente esposta ai cambiamenti climatici e alla riduzione della disponibilità di acqua. Si calcola che entro il 2050 l’agricoltura dovrà produrre 60% di alementi in più a livello globale e il 100% di alimenti in più nei paesi in via di sviluppo. Per questi motivi ridurre l’impronta idrica del settore è una necessità sostanziale.

È possibile ridurre l’impronta idrica in agricoltura? Sì, certamente, attraverso aziende ecocompatibili, una gestione politica sostenibile dell’acqua alimentare, utilizzando acque non convenzionali (come le acque salmastre o i reflui urbani depurati).

È possibile ridurre l’impronta idrica anche con il miglioramento dell’efficienza nell’irrigazione attraverso il calcolo delle esigenze di acqua blu e verde delle colture, il monitoraggio dello stato idrico del suolo delle piante, la micro-irrigazione, l’irrigazione di precisione, lo stress idrico controllato.

Allo stesso tempo è fondamentale pianificare l’uso delle risorse idriche a livello di unità suolo-cultura, di azienda agraria, di bacino. Inoltre, risulta indispensabile l’adattamento ai cambiamenti climatici, utilizzando tecniche informatiche per l’uso razionale e sostenibile delle risorse idriche a livello territoriale. Allo stesso tempo, risultano fondamentali le tecniche di aridocoltura, appropriate per ambiente di tipo arido o semiarido (dry farming) e che devono essere utilizzate per ottenere effetti più incisivi con altre tecniche come le barriere frangivento, i corridoi ecologici, le sistemazioni idrauliche, le lavorazioni conservative, la pacciamatura, il controllo delle specie infestanti e il tipo di coltivazione scelta.

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Matteo Bernardelli
Informazioni su

Giornalista. Ha scritto saggi di storia, comunicazione ed economia, i libri “A come… Agricoltura” e “L’alfabeto di Mantova”.

Pubblicato in Ambiente, Sostenibilità
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