Globalizzazione e nuovi dazi

La globalizzazione, fenomeno che comporta l’integrazione a livello mondiale di economie, culture, politiche e movimenti, non è certo un fenomeno proprio dei nostri tempi. Rappresenta infatti una accelerazione esponenziale di quel processo di internazionalizzazione che da sempre, attraverso commerci, migrazioni e conquiste, ha portato a forme di interdipendenza fra i vari paesi ed aree del pianeta. Da qui il termine di villaggio globale coniato dal canadese McLuhan, che nel lontano 1962 asseriva come l’elettronica avrebbe trasformato l’umanità in una “tribù globale”.

Però, la recente introduzione di nuovi dazi protezionistici USA per controbilanciare deficit commerciali e le conseguenti contromisure tariffarie applicate dai paesi colpiti da tali barriere tariffarie, sembra portare un colpo alla dinamica della globalizzazione, con una serie di effetti a cascata difficilmente prevedibili.

Infatti l’interconnessione di molti settori produttivi a livello mondiale è talmente spinta, che un nuovo dazio sull’import di una materia prima o di un componente rischia di danneggiare le imprese nazionali che sono fortemente dipendenti dall’importazione di tali materie prime e componenti per fabbricare i loro prodotti.

Aumento dei prezzi, delocalizzazione e perdita di posti di lavoro, introduzione di sussidi per compensare lo svantaggio competitivo, sono alcuni degli effetti che si sono manifestati negli USA in conseguenza dei nuovi dazi sull’importazione di acciaio ed alluminio. Alcuni esempi sono l’aumento dei prezzi annunciato da Caterpillar e Coca Cola, la delocalizzazione di alcune produzioni da parte di Harley-Davidson, i sussidi di 12 miliardi di dollari agli agricoltori per le minori esportazioni di prodotti quali latticini, maiali, grano, soia, verso Messico e Cina.

I dazi, così come i sussidi e le normative, sono alcuni degli strumenti per compensare gli squilibri del mercato derivanti dalle difformità di carattere socio-economico e geo-politico esistenti fra le diverse aree del pianeta. Più la globalizzazione è avanzata, più gli effetti di tali strumenti possono diventare imprevedibili e generare situazioni di conflitto.

Se negli anni scorsi si era guardato forse con troppa euforia alla globalizzazione come la soluzione per la crescita economica, oggi il disincanto porta a costruire nuove barriere, il che non è certo una soluzione migliore. Questo non è sorprendente, perché anche la legge della fisica ci ricorda che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Dunque entrambi tali fenomeni, apertura e protezionismo, andrebbero auspicabilmente governati attraverso gli accordi a livello mondiale, siano essi multilaterali o bilaterali.

CLAL.it - Stati Uniti: export di prodotti lattiero-caseari verso Cina e Messico.

CLAL.it – Stati Uniti: export di prodotti lattiero-caseari verso Cina e Messico.

Fonti: Encyclopædia Britannica, Rolling Stone

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Leo Bertozzi
Informazioni su

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

Pubblicato in Cina, Export, Messico, USA